Perché iscriversi a un golf club

Per chi abita in Ticino o nelle province di Varese e Como, la possibilità di praticare il golf è molto concreta, potendo diventare socio del golf club Gerre Losone, nel Canton Ticino.

Ma perché bisognerebbe praticare il golf? È davvero uno sport come gli altri? Ci si diverte? Ed è vero che bisogna essere ricchi per giocarci?

Innanzitutto vediamo perché bisognerebbe giocare a golf e che tipo di soddisfazioni può dare. Il golf è divenuto estremamente popolare grazie a Tiger Woods, diciamo nelle masse, tra la fine degli anni Novanta e i primi del Duemila. Tiger può essere considerato il Jordan del golf: forse il secondo giocatore di tutti i tempi dopo Nicklaus, ma con una popolarità ben superiore a Nicklaus. Forse dovuta al fatto che era un ragazzo prodigio. I suoi guadagni lo hanno fatto figurare al primo posto della classifica tra tutti gli sportivi, prima che le vicende familiari lo distraessero un po’ troppo, facendogli perdere il feeling con le grandi vittorie nei major (ne ha collezionati comunque 14). Detto questo il golf è uno sport tra gentiluomini, molto antico, come denota il regolamento e l’ambiente in cui si gioca (la campagna).

Infatti, nel golf non ci sono arbitri e fondamentalmente si può giocare contro sé stessi, volendo, che il punteggio avrebbe comunque senso. L’ambiente naturale, sempre bello, ricorda i primi campi di campagna nel sud dell’Inghilterra o nel nord in Scozia, sede di alcuni dei più belli green del mondo.

È bello perché il gioco, pur avendo una connotazione competitiva, è molto rilassato, silenzioso, nel quale gli spettatori sono parte integrante della vicenda sportiva, fanno parte dell’atmosfera naturale, nella quale si muovono anche i padroni di casa, cioè gli animali. Non è difficile scorgere animali selvatici ai lati del campo, in alcune zone particolari. Ed insomma tutto fa da cornice a un gioco tranquillo, che è stato scelto dalle classi elevate, anticamente, proprio per la sua connotazione pacifica. Le camminate tra una buca e l’altra favorivano il sorgere di affari.

Il golf è uno sport professionistico pagato bene. L’italiano Francesco Molinari, che ha trionfato recentemente al British Open, il più importante torneo di golf del pianeta, ha guadagnato quasi 2 milioni di euro dalla vittoria. Si vincono premi in denaro solo in relazione alla qualità del gioco espressa sul green. Non ci sono squadre, non ci sono negoziazioni di contratti. Si vince solo giocando bene e guadagnando dagli sponsor, che arrivano in relazione ai successi o alla commerciabilità di un giocatore. Niente scenate, insomma, che allontanano i giocatori dal loro pubblico.

Il golf è uno sport semplice e quando lo sport è semplice e non ci sono molte regole da capire, diventa facile e divertente da praticare come il calcio. Nel golf il punteggio è il PAR: lo scopo ultimo di un giocatore è completare un percorso di 18 buche (o giri), poste a una certa distanza l’una dalle altre, con meno tiri possibili. A livello professionistico i giocatori hanno un handicap di partenza, dato dalle loro capacità. È l’unico modo che il golf ha, non avendo uno scontro diretto come nel tennis, per definire le teste di serie e creare i gruppi di partenza (cut). Un professionista di alto livello del PGA Tour, la massima organizzazione golfista del mondo, parte svantaggiato rispetto a una new entry. Ma l’handicap non gli impedisce di competere contro i suoi pari grado.

Iscrivendoti a un golf club potrai ovviamente beneficiare di tutti i benefits previsti per la qualità di socio, come accedere ai campi, partecipare alla vita associativa del club, che funziona come un’associazione sportiva che organizza tornei, ospita corsi, crea eventi.

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